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Maremma: storia di un colpo di fulmine

Maggio 2014,  anche io e il mio ragazzo ci ritrovammo confrontati al ben comune dilemma di fine primavera: dove andare il vacanza.

Per noi la scelta, lo sapevamo, si preannunciava come una serie di round all’ultimo sangue, inesorabilmente segnati dall’incompatibilità di vedute. Io che volevo fare un adventure trip tra Belgio e Olanda, e lui che voleva solo spaparanzarsi in spiaggia in modalità relax.

Non fa onore al mio fervente femminismo, ma alla fine cedetti: sì saremmo andati al mare, ma a patto che non mi costringesse ai lidi della Riviera Ligure e di quella Adriatica!

Fu lì che mi propose di andare in Maremma, lontano dalle folle, nella punta sud, nel cuore più brado della Toscana. Me ne parlava con entusiasmo, d’altronde ci aveva trascorso tutte le vacanze durante l’infanzia, e con quello sguardo da bambino felice finì con il convincermi. E, posso assicurarlo, questa è una delle poche volte in cui ho fatto bene a cedere.

Per andare in Maremma il meglio rimane l’auto. Si tratta infatti di una regione un po’ dismessa e isolata che è impensabile percorrere senza un mezzo proprio, perciò spatentati astenetevi! Per gli automuniti con veicoli ad alto consumo, uomo avvisato mezzo salvato: ogni salita vi succhierà mezzo serbatoio!

Per l’alloggio le possibilità sono multiple: hotel, residence, campeggi, appartamenti da privati e chi più ne ha più ne metta. Noi abbiamo deciso di coccolarci un po’ (parafrasando: il mio ragazzo non può rinunciare al comfort del materasso) e abbiamo optato per un comodo bilocale in un residence. Ve lo consiglio, si chiama La Venecca e si trova nel tranquillo comune di Fonteblanda. La sistemazione è semplice, nonostante tutti i comfort siano garantiti, il personale è simpatico e disponibile, le parti comuni sono verdi e ben curate, la colazione a buffet offre alternative per tutti i gusti e la piscina è l’ideale per un momento relax.

Vi lascio qui il link, dateci un occhiata!

 

Usciti dal residence, e saliti in macchina in direzione della spiaggia, la varietà dei paesaggi mi ha folgorata! Da un lato tratti di pianura brulla adagiati sulle oramai bonificate paludi di un tempo,  dall’altro colline e monti in sali e scendi e infine il mare limpido e incontaminato.

Sulle spiagge la scelta è vasta ma le mie preferite rimangono quelle del Parco dell’Uccellina.  L’accesso ai veicoli è vietato e, per raggiungerle, è necessario fare una ventina di minuti in bus in mezzo a pascoli di buoi e cavalli (questo dovrebbe già darvi un’idea di come l’habitat naturale sia preservato). Il nulla cosmico, niente lidi, niente bar, solo distese di sabbia bianca, schiere di pinete alle spalle e l’infinità trasparente del mare fino all’orizzonte. Più vi allontanerete dal punto d’arresto del bus, più vi sembrerà di essere naufragati su un’isola deserta. Avrete come compagnia qualche coppia di volpi e…nudisti! Una sola parola: idilliaco!

Parco Uccellina/mare/spiaggia/sole

Parco dell'Uccellina/vista al naturale/ onde Spiaggia e mare del Parco dell’Uccellina

Natura incontaminata/ Parco regionale Maremma

La flora e la fauna nel Parco regionale della Maremma

Volpe maremmana/ Parco regionale Maremma

Volpe del parco regionale Maremma

Se invece preferite l’intimità delle calette vi consiglio di fare una capatina all’Isola del Giglio sulle spiagge di Campese. Io e il mio ragazzo l’abbiamo fatto e, vi assicuro, non ne rimmarete delusi. Il punto di partenza del traghetto è Porto Santo Stefano, ai piedi del Monte Argentario. Le corse partono con regolarità e il tragitto verso l’isola dura circa un oretta, per appena una ventina di euro andata e ritorno. Arrivati a destinazione, non perdete l’occasione di fare tappa in un panificio locale per assaggiare l’autentica focaccia farcita gigliese a base di pomodoro, acciughe e cipolla, una bontà! Anche se vi sconsiglio di fare subito dopo il tragitto in bus per raggiungere il lato opposto dell’isola: i tornanti e le vertigini potrebbero farvi dei brutti scherzi!

Isola del Giglio/porto/faro

Spiaggia di Campese/Isola del Giglio Porto dell’Isola del Giglio con faro e spiaggia di Campese

Caletta/Spiaggia di Campese/ Isola del Giglio

Tramonto/traghetto Caletta sulla spiaggia di Campese e tramonto sul traghetto

Per cambiare un po’ dalle solite spiagge di sabbia bianca, vi consiglio di fare un salto alla spiaggia della Torba che, come suggerisce il nome, con la sua distesa nera, vi sorprenderà!

Spiaggia della Torba/ sabbia nera

La spiaggia della Torba

Tuttavia, vista la mia insofferenza verso permanenze prolungate in spiaggia, abbiamo finito  poi con il girare molto nell’entroterra. Qui non posso non parlarvi di Pitigliano, una piccola cittadella arroccata in cima a un monte, interamente fatta in tufo e che viene anche chiamata “Piccola Gerusalemme” per il piccolo quartiere ebraico che ospita. Percorsa da piccole viuzze e vicoli, come vene verso il suo cuore, mi ha lasciato a bocca aperta per la secolarità e la rusticità dei suoi scorci.

Vista su Pitigliano/paese di tufo/ piccola Gerusalemme

Vista su Pitigliano

Vista su Pitigliano

Zoom su Pitigliano

Scorci rustici a Pitigliano

Scorci rustici a Pitigliano

Scendendo a valle, tappa d’obbligo alle Terme di Saturnia situate in una cornice naturale mozzafiato e, fortunatamente, aperte al pubblico e gratuite! Dopo una bella camminata sono il luogo ideale in cui rilassarsi a fine giornata con un trattamento benessere a base di acque calde solfuree e fanghi.

 

Terme Saturnia/acque solfuree/fanghi/relax

Vista sulle Terme di Saturnia

Se siete amanti della natura e dell’attività fisica, ma a piccole dosi come me, vi consiglio una piccola gita in canoa sull’Ombrone. Il centro polifunzionale all’ingresso del Parco dell’Uccellina propone a dei prezzi interessanti dei percorsi di un paio d’ore con una guida esperta in fauna e flora. Quel giorno la nostra guida era felicissima, riuscimmo a vedere a più riprese il falco pellegrino, che con i suoi 300 km/h in picchiata è l’animale più veloce al mondo, e in via del tutto eccezionale una coppia di cicogne.

Gita in canoa/Ombrone/Parco regionale Maremma

Gita in canoa sull’Ombrone

Ora passiamo alla mia attività preferita: mangiare a sazietà in compagnia di una buona bottiglia di vino. Se come me siete degli amanti della tavola e della cucina di qualità, ma in quantità, il meglio è rifocillarsi sui banchi rustici e low-cost delle sagre. In Maremma, durante il periodo estivo, se ne organizzano praticamente tutti i giorni, ognuna con un suo piatto tipico. Giusto per darvi un’idea, potete dare un occhiata a questo link . Se volete un consiglio personale, se siete in zona, non perdetevi la Sagra di Capalbio: niente di meglio di un bel piatto di gnocchetti alla buttera ai piedi del castello. Per quanto riguarda il vino, considerata la robustezza dei vini toscani, vi consiglio di prediligere un bel vino bianco fresco se dopo intendete mettervi al volante.

Gnocchetti alla buttera/Sagra Capalbio

Gnochetti alla buttera alla Sagra di Capalbio

Tagliatelle al cinghiale/Sagra Montiano

Tagliatelle al ragù di cinghiale alla Sagra di Montiano

Se invece volete offrivi una serata romantica vi consiglio L’Ape Regina di Sergio Bonini a Montiano. La cucina è decisamente più raffinata di quella dei menù delle feste del villaggio, ma le porzioni sono allo stesso tempo molto più esigue. Insomma il posto è da scegliersi non tanto per riempirsi la pancia, ma più per la location: un terrazzo elegantemente arredato con vista imperdibile sulla vallata, luci suffuse e musica d’ambiance delicata.

Vorrei concludere con qualche ultimo consiglio di viaggio, giusto gli indispensabili pratici.  Se non siete abituati alle zanzare, vi consiglio di portarvi una piccola scorta di insetticida. Ma se venite dalla Pianura Padana come me potete anche evitare, la situazione in Maremma rimane decisamente più rosea.

In valigia non dimenticate di infilare  anche cappellino di paglia e crema solare, il sole può essere impietoso e, soprattutto, non dimenticate un paio di occhiali da sole per proteggervi dal vento: i granelli da sabbia possono essere ancor più impietosi, e io con una bella congiuntivite ne ho pagato le amare conseguenze!

Infine, riguardo all’Aurelia, non pensate che perché ci sono delle case sul filo della strada è possibile parcheggiarci, le multe volano che è un piacere, altra cosa di cui abbiamo pagato amaramente le conseguenze!

Dimenticate queste piccole disavventure, rimane la bellezza del luogo: una terra autentica, genuina e ospitale, una vacanza piena di sorprese e di scoperte. Rimane la storia di un colpo di fulmine.

Sonia Montagna

Italie

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