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Un week-end in Bassa Normandia

 

 

Sono stata in Normandia nell’estate del 2013, non era certo la mia prima volta: credo che fosse almeno il mio decimo soggiorno. Fino ai miei otto anni, infatti, la Manica fu un appuntamento fisso di ogni estate per me e la mia famiglia. Alloggiavamo sempre nella roulotte di mio zio che, per tutto l’anno, rimaneva in pianta stabile a Saint-Loup. Ho dei bellissimi ricordi di quelle vacanze annuali: la nostra ZX colma di bagagli, mia mamma con il suo costume a righe e mio papà con la Canon perennemente attaccata al collo per immortalare ogni scorcio di verde e ogni nostro sorriso da bambine. Dopo più di dieci anni, tornare in Normandia era quindi in testa alla mia wish list e fui felice di trovare nel mio ragazzo un piacevole compagno di viaggio.

 

 

Il viaggio

E a proposito di viaggio: come recarsi in Bassa Normandia? Io e Lorenzo quell’estate eravamo basati nella casa di campagna della mia famiglia materna, non lontano da Parigi, dove trascorrevamo un paio di settimane in modalità puro relax. Fu lì che decidemmo di partire alla scoperta del Mont Saint-Michel e delle spiagge dello sbarco, a circa 360 km dal nostro punto di partenza. Perciò per noi l’opzione più comoda parve viaggiare in auto soprattutto considerando che, essendo la regione particolarmente rurale, non avremmo potuto godere di un adeguato reticolo di trasporti pubblici una volta arrivati a destinazione. Piccolo appunto: per visitare la Normandia è pressoché d’obbligo spostarsi con un mezzo di trasporto proprio.

Per chi invece vive lontano dalla punta nord dell’Esagono, una buona soluzione può essere avvicinarsi il più possibile a destinazione, atterrando in un aeroporto non troppo distante, per poi nolleggiare un auto. L’aereoporto più stratetegico è senz’altro quello di Beauvais che, distante poco più di 300 km da Le Mont Saint-Michel, rientra nelle rotte della compagnia irlandese Ryanair, e  gode quindi di prezzi decisamente vantaggiosi sia partendo da Roma Ciampino che Bergamo Orio al Serio. Una volta atterrati potrete ricorrere all’autonoleggio che vi permetterà di percorrere gli ultimi chilometri del vostro viaggio e di muovervi poi, agevolmente, nella regione durante tutta la vostra permanenza. Le società leader sul posto sono Europcar e Hertz  che, per una settimana, vi chiederanno all’incirca tra 140 ai 375 euro a seconda del modello dell’auto richiesto e delle opzioni attive sulla tariffa. Se volete risparmiare un po’ vi consiglio di prenotare e pagare in anticipo: tutte le compagnie garantiscono un po’ di sconto su i pagamenti effettuati online! Occhio, però, all’età dei guidatori: spesso per i giovani neopatentati o sotto i 25 anni viene applicato un rincaro.

E perché non noleggiare un camper? Da l’aereoporto di Beauvais è ora possibile farlo! Se vi interessa, vi consiglio di affidarvi alle mani di Blurent, sul cui sito potrete ottenere un preventivo in pochi click. In generale, per una settimana calcolate, comunque, tra i 1220 e 1500 euro. È sicuramente più costoso di un classico autonoleggio, ma con la vostra casa a quattro ruote risparmierete sicuramente i costi dell’alloggio e, cosa molto più importante, farete un’esperienza fuori dall’ordinario! Raccomandato per le famiglie con due o più bambini e per i gruppi di amici.

 

 

L’alloggio

La Normandia è una delle regioni più densamente frequentate dagli amanti della tenda e del sacco a pelo per cui, se vi piace il genere, non ne rimmarete delusi: troverete campeggi ovunque! Io non ero mai stata in campeggio, o almeno in tenda, e tanto meno il mio ragazzo: decidemmo di lanciarci in questa nuova avventura! Prenotammo una postazione in un piccolo campeggio a Pontaubault, a circa una una quindicina di chilometri dal Mont Saint-Michel. La nostra sistemazione al Camping della Sélune era spartana, ma i servizi di base erano garantiti: un appezzamento di terra dove piantare la tenda e i bagni/cabine doccia in comune (devo dire ben organizzati e puliti). Unico problema era il nostro equipaggiamento basico e antiquato: la tenda dei miei genitori (vecchia più di trent’anni) non faceva che afflosciarsi, i tappetini alti mezzo centimetro uccidevano una dopo l’altra ogni nostra vertebra, i cuscini li avevamo dimenticati, i sacchi a pelo non erano abbastanza imbottiti…un disastro! Anche il clima non ci era di aiuto: a cavallo tra luglio ed agosto non faceva che diluviare, le temperature rimanevano fisse sui 15 gradi e, inutile dirlo, nella mia valigia non c’era alcun indumento adatto a sopportare queste intemperie!

 

 

Aspiranti campeggiatori, ecco qualche dritta per non rimanere delusi dalla vostra vacanza normanna:

  1. non sperate nella clemenza del meteo, le perturbazioni atlantiche vi seguiranno come la nuvola di Fantozzi
  2. munitevi, quindi, di un abbigliamento adatto (K-Way, scarpe impermeabili e scorta di calzini sono d’obbligo!)
  3. per scegliere il campeggio più adatto a voi date un occhiata a Eurocampings, grazie a un sistema di valutazione in scala riuscirete a trovare la sistemazione più adatta a voi.

 

Se sapete già che il campeggio non fa per voi, sappiate che gli hotel non mancano in Normandia. Per qualche spunto e fascia prezzo date un occhio a questo link.

Se invece cercate una sistemazione in una location più tipica, riservata e di charme, l’ideale sono le “Maison d’Hotes” e i “Gites”. Si tratta spesso di tenute agricole, residenze signorili o abitazioni atipiche riacquistate da privati che, successivamente, decidono di ristrutturarne una parte adibendole a camere da letto o appartamenti destinati ai turisti. Vi allego qui il link del miglior sito per prenotare online il vostro soggiorno in un “Gite” certificato. Purtroppo la pagina non è disponibile in italiano, ma il suo utilizzo il semplice: è sufficiente selezionare una regione sulla cartina francese, scorrere la lista dei gites convenzionata, scegliere quello che più vi rispecchia e prenotare!

 

 

Cosa fare in un week-end

Se siete in Bassa Normandia non potete mancare il Mont Saint-Michel. Aperto al pubblico tutto l’anno, eccetto a Natale e il primo dell’anno, vi sorprenderà in qualsiasi stagione! Per avere informazioni aggiuntive sugli orari di apertura vi consiglio di visitare il suo sito ufficiale (purtroppo, anche in questo caso, la pagina web non è tradotta in italiano). Per visitare il Mont Saint Michel calcolate circa mezza giornata. Non è consentito raggiungere la base del monte in macchina, per delle regioni di sicurezza legate ai cicli dell’alta marea, per cui sarete costretti a lasciarla nell’apposito parcheggio (prevedete circa una decina di euro per la sosta). Dal parcheggio partono con cadenza di un quarto d’ora delle navette gratuite che vi condurranno a destinazione in una decina di minuti. L’accesso al Mont Saint Michel è gratuito, tuttavia per potere visitare l’interno di alcuni edifici dovrete acquistare un biglietto. Il biglietto non è caro e per determinate categorie (studenti, ad esempio) sono applicate delle riduzioni. Unica raccomandazione: se intendete andare a fare una passeggiata romantica sulla spiaggia adiacente all’abbazia, informatevi accuratamente sull’avanzamento della marea. In Manica la marea si alza molto rapidamente e non in modo omogeneo, il pericolo è quello di rimanere bloccati in una gigante pozza d’acqua marina, per giunta gelida!

Il mio ricordo del Mont Saint-Michel è quello di luogo naturalmente perfetto per essere il protagonista di una bolla di vetro, una di quelle che si comprano nei negozi di souvenir e che, agitandole, fanno volare un turbinio di fiocchi neve. Il Mont Saint-Michel è bello con indossi ogni stagione e vestito: neve, verde, tramonto, nebbia, pioggia, stelle. Giusto per darvene una prova, gettate un’occhiata alle foto di Vincent M.: vi insegneranno il potere delle immagini, la loro capacità di fare di una serie di scatti un viaggio virtuale. Vi allego qui, anche, qualcuna delle nostre foto: spero che anche queste un po’ vi facciano viaggiare.

 

 

Se, come me, siete affascinati dai fatti della Seconda Guerra Mondiale, o se volete ritrovare le location di “Salvate il soldato Ryan” e de “Il giorno più lungo”, non perdetevi le spiagge delle sbarco e, in particolare Utah Beach e Omaha Beach. A Utah Beach troverete, a ridosso della spiaggia, il Memoriale dello Sbarco. All’interno, oltre alle attrezzature belliche e alle collezioni di uniformi militari, troverete degli oggetti di vita quotidiana rimasti pressoché integri, nonostante i settant’anni trascorsi. Per quanto mi riguarda, trovare dietro una vetrina uno spazzolino, un tubetto di dentifricio o un qualsiasi altro oggetto personale, è stato molto più impressionante che imbattermi in un carro armato o in un aeroplano che decine di film ci hanno fatto vedere sparare missili. In ogni caso, indipendentemente dai gusti personali,  ne vale la pena!

 

 

Non lontano da lì, a circa una ventina di minuti in macchina, c’è la piccola località di Sainte-Mère-Église. Fu il primo villaggio francese ad essere liberato dalle forze Alleate, grazie a un’  incursione aerea che vide decine di paracadutisti atterrare nelle vicinanze. Uno di questi, durante l’atterraggio, rimase impigliato sul tetto del campanile: si trasse in salvo e, per ricordare la sua a dir poco singolare avventura, fu posta una statua con un paracadute nella stessa posizione in cui rimase per ore. A Sainte-Mère-Église, in onore di questa incursione aerea,  potrete visitare anche il Airborne Museum che con l’ architettura dei suoi edifici, rappresentanti due paracaduti aperti, è uno dei più rappresentativi dello sbarco. Da bambina ci andai svariate volte e quel preferivo era l’aliante militare, su cui era possibile salire a bordo in compagnia di manichini in uniforme. Se viaggiate in compagnia di bambini, questo è sicuramente il museo perfetto per unire l’utile al dilettevole.

 

 

A una trentina di minuti, l’ultima tappa del nostro tour delle spiagge dello sbarco: Omaha Beach. Qui il luogo più simbolico è sicuramente il Cimitero Americano. Situato sulla scogliera sovrastante Omaha Beach, ospita i resti di più di nove mila soldati statunitensi periti, in buona parte, durante lo sbarco in Normandia. Le fila di croci bianche, intervallate a tratti da qualche stella di David, si presentano erette, ordinate e immacolate. Quel che ho provato camminando nelle loro fila è una cozzaglia di sentimenti contrastanti. Le lapidi, tutte uguali, attribuiscono a ogni soldato la stessa dignità e lo stesso onore. Allo stesso tempo, tuttavia, il loro ripetersi identicamente trasmette un desolante senso di anonimato. A ricordare un uomo, una vita, un destino un solo nome inciso tono su tono che sembra pur sempre troppo poco.

 

 

 

Cosa vedere nei dintorni

Nei dintorni c’è molto da vedere. Personalmente vi consiglio di spostarvi un po’ più a est per una farvi una passeggiata a Honfleur e Deauville. Si tratta di due località di villeggiatura balneare caratterizzate per il loro aspetto rustico e allo stesso tempo elegante e raffinato.

Deauville, piccolo comune di poco più di 4 000 abitanti, divenne fin dagli inizi del Novecento la località marittima di predilezione delle alte classi parigine, grazie ai suoi negozi di lusso e al suo casinò. Dal 1975 ospita il Festival of American Film grazie al quale ha acquisito sempre più notorietà, anche presso le celebrità statunitensi. A testimonianza la Promenade des Planches che, costeggiante la spiaggia, ospita una fila di cabine riportanti i nomi degli attori più celebri che vi hanno partecipato fino ad’ora: Jack Nicholson, Morgan Freeman, Clint Eastwood, Tom Hanks, Marlon Brando, Salma Hayek, John Travolta, Cate Blanchett, Al Pacino, Jessica Lange, Robin Williams, Susan Sarandon, Shirley MacLean e molti altri. Insomma un piccola Walk of Fame francese!

 

 

Honfleur si caratterizza, invece, per il suo aspetto più popolare e artigianale e, per questo, è la mia preferita. Il suo cuore pulsante è il porto che, con le sue barche vintage e le sue case verticali multicolore, è dei più pittoreschi. Vi consiglio di farvi una bella passeggiata nelle viuzze adiacenti all’acqua che, con i loro ristoranti e le loro gallerie d’arte, sono decisamente incantevoli! Vi raccomando di non perdervi la Galerie Sainte-Catherine e in particolare le opere di Bruno Catalano, perfetta metafora della frammentazione dell’uomo contemporaneo e metropolitano.

 

 

Cosa mangiare e cosa bere

Infine, nel caso vi venisse fame, vi consiglio di mangiarvi un un classico di piatto di “moules et frites”. Si tratta di una piatanza in realtà originaria del Belgio, ma ampiamente diffusa nel nord della Francia, consistente in una specie di impepata di cozze accompagnata da patatine fritte. La gamma di prezzi varia a seconda della ricetta (classica, normanna, provenzale, alla plancha, gratinate…), ma calcolate all’incirca tra i 15 e i 20 euro per il tutto. Per quanto riguarda le bevande, visto che ci troviamo nella zona del Calvados, vi consiglio di optare per il cidre, una tipica bevanda alcolica a base di mele. Ce ne sono diversi tipi, secco e dolce, per cui se siete indecisi perché non fare una degustazione? Ci sono diversi produttori che organizzano delle visite e degustazioni su appuntamento. Ecco qualche indirizzo: Calvados Dupont, il Manoir de Grandouet e la Distillerie Calvados Pierre Huet.

 

Conclusa la mia mini-guida su cosa fare in Bassa Normandia, non posso che augurare anche a voi una bell’avventura normanna!

 

 

 

 

 

 

 

 

Sonia Montagna

France Non classé

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